L’ampio articolo, pubblicato nel numero di giugno 2009 e costituito da una dettagliata prova su strada, invita a mettersi al volante della GranTurismo S Automatica “per scoprire come un’autentica GT all’italiana possa rimanere tale anche con una trasmissione che fa da sé”.
Tutto ciò è stato possibile grazie all’adozione del nuovo cambio ZF, “un automatico vero, non un manuale robotizzato da comandare con palette al volante, e di ultima generazione, cioè ad almeno sei marce e regolato in modo tale da abbinarsi bene alla natura comunque sportiva della macchina”.
Un allestimento, completato da un leggero ritocco all’assetto, che porta la GranTurismo S Automatica a diventare la “concorrente ideale di atre GT di razza, soprattutto Made in England, come la Jaguar XKR e l’Aston Martin DB9. Mezzo secolo dopo fa piacere constatare che, nonostante tutti i cambiamenti, sulle strade di oggi si ripropone lo stesso duello che aveva opposto queste stesse tre marche negli anni 50”.
“Ma come va su strada la nuova GranTurismo? - è la domanda che si pone Autocar - La risposta è: bene, molto bene. Cioè: forte, ma senza imporre l’impegno e lo stress di una guida supersportiva a tutti i costi. La trasmissione si rivela adatta anche a una GT vera come questa: per esempio, evitando di innestare le marce più lunghe proprio quando si rallenta per impostare una curva”.
In conclusione, la Maserati GranTurismo S Automatica si è rivelata un’auto “molto piacevole, che ha conservato il comportamento di vera razza italiana della S, ma rispetto a questa più adatta a lunghi viaggi veloci senza rischiare di arrivare alla meta sudati come Stirling Moss dopo la vittoriosa Mille Miglia del 1955, quella completata a 157 di media. Ma neppure molto meno veloci di lui…”.


