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Maserati GranTurismo S, il Tridente avvelenato

16/10/2008
GranTurismo S
Il mensile Auto mette alla prova nei minimi particolari la GranTurismo S.

Nel numero di novembre 2008 il mensile Auto dedica ampio spazio alla Maserati GranTurismo S: la rivista del gruppo Conti Editore ha messo alla frusta la Coupé modenese provandola sulla pista di Balocco, ricavandone un articolo di 14 pagine nel quale la vettura del Tridente viene esaminata sotto ogni aspetto.

Il risultato della prova, condotta dal giornalista Massimo Nascimbene, dipinge una vettura capace innanzitutto di provocare delle emozioni, “grintosa da vedere e soprattutto da guidare, e con un sound agli scarichi da brividi alla schiena”.

Prima di mettersi al volante, il giornalista descrive le splendide linee della GranTurismo spinta dal V8 di 4,7 litri, caratterizzata da alcuni particolari che ne sottolineano la sportività, come ad esempio la calandra rifinita in nero opaco o le uscite ovali degli scarichi. “Serve un occhio allenato per cogliere le modifiche apportate all’elegante livrea della coupé firmata Pininfarina - cita l’articolo - cambiamenti percettibili, ma che non snaturano, e tanto meno involgariscono, un aspetto che l’ampio ovale frontale definisce già con grande chiarezza, che trova modo di abbinare a una fiancata snella e fluida due spalle molto robuste”.

Passando agli interni, “che si presentano con una più marcata connotazione sportiva, senza per questo rinunciare all’eleganza”, l’articolo si sofferma sulla disposizione degli strumenti. “La GranTurismo S si preoccupa soprattutto di garantire le dovute attenzioni a chi guida, a cominciare dal volante, ben rivestito in pelle e agevole da impugnare, dietro al quale ci sono le due grandi palette per l’inserimento delle marce: solidali al piantone, ma tanto estese da risultare sempre a tiro di dita”.

La tecnica: ritorno allo schema transaxle
L’articolo prosegue con una dettagliata analisi tecnica della GranTurismo S, vettura che torna ad adottare la configurazione transaxle, ossia con il cambio montato in blocco con il retrotreno. L’attenzione viene innanzitutto concentrata sulle qualità della trasmissione, uno dei punti di forza della coupé del Tridente. “Il sei marce elettroattuato di produzione Graziano si segnala per l’adozione di nuove forcelle per gli innesti, oltre che di un attuatore corredato da una nuova pompa in grado di velocizzare la cambiata. Nuovo anche il software di gestione (Marelli) che offre cinque modalità di impiego: Ice, automatico normale, automatico Sport, sequenziale normale o Sport. In quest’ultima configurazione, con gas aperto oltre l’80% e motore oltre i 5500 giri, il cambio adotta una modalità ancora differente, definita MC-Shift: sovrapponendo parzialmente le fasi di cambiata (apertura frizione, disinnesto, innesto e chiusura frizione) permette di tagliare 40 millisecondi al tempo del passaggio di marcia, riducendolo a 100”.

La scheda tecnica della GranTurismo S è completata dalle sospensioni il cui assetto è stato irrigidito lavorando su molle e ammortizzatori, oltre che con l’adozione di una barra posteriore di maggior diametro, e dall’impianto frenante, sviluppato in collaborazione con Brembo, dotato di dischi dual cast (co-fusione di ghisa e alluminio).

Su strada: in modalità “sport” un concerto di emozioni
L’attenzione si sposta sul “cuore” della GranTurismo S, l’otto cilindri Maserati di 4,7 litri, non appena il giornalista si siede al volante: “Nel passaggio dal 4.2 al 4.7 il V8 ci guadagna anche di più di quel che suggerirebbero i 35 cavalli supplementari - scrive Nascimbene - Ai regimi medio/bassi la coppia è molto più piena, consistente, per una risposta che guadagna parecchio in termini di progressività”.

Le potenzialità del motore sono però soltanto la punta dell’icerberg di una serie di soluzioni tecniche che rendono la coupé modenese una vettura con un temperamento “da cattiva”. “Il cambio robotizzato/sequenziale nella configurazione automatico/sport consente di togliersi già delle belle soddisfazioni, oltre al gusto del motore che fa la ‘doppietta’ per proprio conto, mentre la trasmissione scala le marce – prosegue la prova – Il meglio, però, lo si trova nell’utilizzo manuale: già sufficientemente pronti in modalità normale, i passaggi di marcia divengono rapisiddimi in Sport, senza alcuna incertezza né quando si sale né quando si scala”.

A corollario di tutto ciò vi sono freni “capaci di garantire spazi di arresto da prma classe”, uno sterzo “che richiede un certo sforzo, ma a cui non fanno difetto prontezza e precisione”. L’assetto infine, consente “inserimenti pronti, al di là di un iniziale accenno al sottosterzo, e poi grande reattività e altrettanta libertà di movimento, grazie a una taratura dei controlli elettronici che lascia un certo spazio al sovrasterzo in accelerazione piena”.

Il giudizio finale del mensile Auto è più che positivo: “nel complesso il comportamento della S fa onore alla sua sigla, andando anzi un po’ al di là delle caratteristiche abituali delle vetture del Tridente, sempre piuttosto inclini al compromesso fra prestazione e fruibilità. Che, comunque, nel caso specifico non viene meno: anzi, la silenziosità di marcia a velocità costante è per certi aspetti sorprendente. Allo stesso modo, a fronte del pur marcato irrigidimento dell’assetto le sospensioni riescon a fare più che decorosamente il loro lavoro, senza saltellamenti o punte di accelerazione verticale che tramutino ogni trasferimento in un supplizio”.