Quattroporte V DuoSelect

Questa trasmissione era l’ideale complemento del motore, ne sfruttava al meglio le potenzialità, ma soprattutto consentiva di poter esaltare l’estensione della curva di potenza a tutto vantaggio di prestazioni e maneggevolezza. Per poterla guidare con l’agilità di un coupé nonostante la mole, era necessario poter contare su una trasmissione dalla cambiata precisa, ma anche veloce, prevedendo un impiego del motore sempre vicino al regime di rotazione più elevato. Per sottolineare le qualità dinamiche delle versioni più sportive, il software di gestione fu radicalmente rivisto. Nella Sport GT, ad esempio, un’evoluzione del sistema di gestione della trasmissione elettroattuata permetteva di ridurre sensibilmente i tempi del passaggio marcia. Si ottenne, mediamente, una rapidità di circa il 35% superiore rispetto alle altre versioni, nella modalità più rapida, quella definita dal programma Manuale in configurazione “Sport”. Per velocizzare il passaggio alla marcia inferiore, l’acceleratore elettronico provvedeva ad alzare i giri, in una specie di veloce punta-tacco.La velocità della cambiata dipendeva dal programma che veniva preselezionato ed alle situazioni dinamiche in cui si trovava la vettura in quel momento. Il tutto era riferito alla condizione di carico del motore nella specifica situazione.
Ricordiamo che il cambio era posizionato in blocco con il differenziale autobloccante a lamelle nella configurazione transaxle. L’albero motore girava all’interno di un tubo in acciaio del diametro di 125mm e di 4 mm di spessore che collegava in modo rigido il motore al cambio realizzando una struttura particolarmente stabile. Inoltre con l’utilizzo della soluzione transaxle, la Quattroporte, una trazione posteriore con motore anteriore, raggiungeva uno straordinario equilibrio statico.