Dal paddock
03/08/2008
Dichiarazioni dopo la gara a Spa
Michael Bartels: «Trovare le parole per commentare un simile risultato è difficile. Mi piace però sottolineare che abbiamo indovinato tutte le scelte per questa 24 Ore, in primis i piloti da portare qui, poi il grande lavoro di preparazione dei mezzi svolto in Germania e a Modena dopo la gara di Oschersleben. Con la MC12 qui abbiamo vinto tre volte in quattro anni, questo significa che la squadra funziona e sa come affrontare le grandi competizioni.
Tutta la squadra ha lavorato al limite delle sue possibilità, se non oltre. Siamo stati in grado di dimostrare che quanto successo lo scorso anno è stato esclusivamente dovuto alla cattiva sorte. La squadra è stata perfetta ed ha raccolto il bottino pieno di punti ad ogni occasione utile: alla sesta, alla dodicesima ed alla ventiquattresima ora.
Maserati ci ha messo a disposizione un’altra volta la vettura più affidabile al mondo per questo genere di competizioni. Questo risultato è importante per il campionato ma non possiamo non dire che il cammino è ancora lungo e gli avversari veramente competitivi. Ci sono ancora cinquanta punti a disposizione, pertanto bisogna cercare di rimanere concentrati sull’obiettivo, già a partire da Bucarest, anche se sappiamo che sarà una gara difficile. Tuttavia, oggi ci permettiamo di festeggiare un risultato straordinario, sia per il team Vitaphone che per Maserati.
Volevo però ringraziare veramente la Michelin. Tendiamo a dimenticarci di farlo perché lo diamo per scontato ma in realtà non dobbiamo smettere di elogiare il dipartimento di Clermont Ferrand perché lo ritengo uno dei più avanzati al mondo. Siamo orgogliosi di avere un partner come il gommista francese».
Andrea Bertolini (2): «Non so dirvi se sia più bello questo successo o quel del 2006, mi basta sapere che il mio nome è nell’albo d’oro di questa gara. Ringrazio il team e la Maserati per le opportunità che ho avuto. Dedico il successo a Roberto Ronchi che lascia l’azienda e do il benvenuto ad Harald Wester che arriva ora».
Stephane Sarrazin: «Credo di avere svolto un buon lavoro nel corso degli stint notturni quando dovevamo recuperare sulla Maserati n. 2, mi sono trovato subito a mio agio con la macchina e la squadra. Devo dire che vincere la 24 ore per me è un vero sogno, devo ringraziare Bartels di avermi chiamato e il team per il grande lavoro.Mi ha molto sorpreso il fatto che tra loro parlassero poco nei momenti chiave, ma che eseguissero i compiti in maniera impeccabile, senza il minimo errore, nella massima calma.
Michael Bartels è un ottimo manager ed un buon pilota, pertanto per lui non dev’essere facile bilanciare le sue due anime senza creare polemiche, però ci riesce perfettamente. E’ stata per me la prima occasione in cui ho potuto correre con Andrea Bertolini: è una persona decisamente interessante, molto piacevole e con cui è facile stringere amicizia. In aggiunta, è un pilota velocissimo. Mi è anche piaciuto lavorare con Eric Van de Poele e sono contento per il suo record. Da parte mia, ho cercato di spingere ad ogni giro e di divertirmi.
Quando guido, indipendentemente dalla tipologia di mezzo che stia utilizzando, seguo il mio “credo”, ossia: “se vuoi andare veloce, devi essere veloce”. Per farlo, cerco di adattarmi più velocemente possibile e con la Maserati è stato un processo decisamente rapido. Ho imparato a conoscere la macchina nel corso del weekend tanto che solo in gara ho potuto usare le gomme slick nuove, scoprire nuovi limiti della vettura e guidarla al meglio, senza assumermi rischi inutili.La Maserati mi ha sorpreso molto piacevolmente per la sua stabilità: nelle curve veloci non si muove molto, sembra quasi di guidare un prototipo. Però sono rimasto veramente impressionato dal Traction Control. Non ho mai avuto modo, nella mia carriera, di poter disporre di un traction control come questo, neppure in Formula 1. Ci sono molte cose da imparare da questa macchina in questo settore».
Eric van de Poele: «Questa vittoria va a cancellare il brutto ricordo di una anno fa, quando gettai al vento una vittoria ormai sicura. Per me è una grande soddisfazione essere il pilota che ha riportato il maggior numero di vittorie qui alla 24 ore di Spa (5 ndr), ci sono riuscito grazie a Bartels e al lavoro di tutta la squadra. Voglio dedicare questa vittoria a Paul Frère, grande pilota e giornalista scomparso a febbraio, che può essere considerato il padre spirituale di tutti i piloti belgi.
La gara è stata molto difficile e, per certi versi, mi ha ricordato l’edizione del 1985, quando conquistai la prima vittoria in questa gara. Durante la notte aveva iniziato a piovere a dirotto e la precipitazione non terminò fino alla bandiera a scacchi. Quella gara fu molto impegnativa, soprattutto dal punto di vista fisico. Spa è una pista che è molto esigente con il pilota, richiede un’ottima preparazione, pertanto vincere qui rappresenta qualcosa di speciale, a maggior ragione se sei belga.
Non ho pensato al risultato dello scorso anno, né sofferto di quella pressione che quel finale avrebbe potuto causare. Durante la gara ci sono moltissime cose da tenere sotto osservazione e pertanto, mentre ero al volante, non ho minimamente pensato a quell’episodio anche se, quando scendevo dall’abitacolo, c’era sempre qualcuno che me lo ricordava e mi chiedeva come mi sarei comportato quest’anno. Diciamo che la situazione iniziava ad essere un po’ noiosa ma con la vittoria di oggi mi auguro che le domande saranno diverse il prossimo anno!A questo proposito, mi piacerebbe correre ancora con questa vettura. La MC12 è assolutamente splendida, affidabile, competitiva, divertente da guidare. Non saprei proprio immaginare una 24 Ore di Spa senza di lei il prossimo anno! Dunque spero proprio di ripresentarmi al via al volante della MC12 del Vitaphone Racing Team».
Miguel Ramos: «Siamo arrivati secondi ma per il nostro campionato questo risultato è straordinario. Abbiamo raccolto solo quattro punti meno dei nostri compagni, il team ha ottenuto una stupenda doppietta, pertanto direi che il weekend è stato perfetto. Siamo al giro di boa in campionato ma se confrontiamo i nostri punti attuali con quelli della scorsa stagione, direi che lo scenario è sorprendente, in positivo, si intende! La gara invece è stata difficile. Siamo arrivati alla sesta ora con tutte le vetture di testa vicinissime, racchiuse in un minuto. Io ero convinto che tutta la gara si sarebbe svolta in questo modo ma, come spesso accade nelle 24 ore, la notte fa la differenza. E’ successo così anche questa volta.
Credo che la nostra vettura fosse più efficace di quella dei nostri compagni, ma a causa di un pit stop imprevisto resosi necessario per verificare un contatto tra il freno ed il cerchio, siamo stati costretti a rinunciare al successo.
La prossima gara, invece, sarà molto difficile per noi. A Bucarest si disputeranno due gare da un’ora e noi avremo moltissima zavorra che ci penalizzerà non poco in termini di agilità della vettura tra i muretti e velocità in accelerazione. In una gara di due, tre ore, alla differenza di potenza tra le varie vetture si può ovviare con la strategia o puntando su altre caratteristiche tecniche del mezzo. Lo si è visto molto bene qui a Spa: le Corvette e le Aston Martin godono di restrittori più larghi dei nostri ma qui sono fondamentali anche altre doti, come l’affidabilità e la stabilità della vettura. In una gara sprint, come quella rumena, conterà invece solo la potenza, pertanto vedo favorita l’Aston Martin. Noi cercheremo di raccogliere il maggior numero di punti possibili.».
Alexander Negraõ: «E’ stata una gara difficile ma molto combattuta, non male per essere la prima volta che disputo una gara che copra una distanza di questo tipo. Sono rimasto veramente colpito dalla competitività degli avversari e per il distacco contenuto che separava i vari equipaggi dopo sei ore di gara. Come se non bastasse, le incerte e variabili condizioni del meteo hanno aumentato il coefficiente di difficoltà della corsa. Alla fine è andata bene, il risultato è molto positivo anche se abbiamo commesso qualche errore durante la notte che, a mio modo di vedere, ci hanno tolto la possibilità di lottare per un successo che era alla nostra portata.».
Stephane Lemeret: «Adoro guidare a Spa nelle condizioni che abbiamo incontrato per gran parte della gara: un sottile velo d’acqua sull’asfalto e le gomme intermedie sulla vettura. Mi piace dovermi confrontare con un tracciato le cui condizioni di aderenza cambiano ad ogni giro.
Devo dire che quest’anno mi ha molto aiutato il fatto di disputare la gara con lo stesso team dell’anno precedente: lo scorso anno non fui in grado di sfruttare tutto il potenziale della vettura perché non la conoscevo abbastanza bene, mentre quest’anno mi sono veramente sentito un tutt’uno con la macchina. Ha un traction control incredibile, aiuta in maniera spaventosa in uscita dalle curve, in accelerazione. Sapevo che mi sarei innamorato della Maserati ma l’anno scorso, possiamo dire, ci conoscevamo appena. Adesso, invece, posso affermare che adoro guidare la MC12 perché è una vettura eccezionale. Lo stesso discorso vale anche per il team. Quest’anno siamo riusciti veramente a lavorare in maniera diversa perché ci siamo conosciuti meglio e c’è stata immediatamente maggior fiducia reciproca.
La battaglia contro i nostri compagni della uno è stata molto bella, lotta vera con tre sole regole da rispettare: non forzare la meccanica della macchina, non fare passaggi troppo aggressivi sui cordoli ed essere delicati con il cambio. Tenendo a mente queste raccomandazioni, siamo comunque stati in grado di girare molto forte e alle dieci del mattino eravamo staccati solo di venti secondi dai nostri compagni. Speravamo di poter vincere ma purtroppo siamo stati costretti alla sosta supplementare per il problema alla ruota».
Alessandro Pier Guidi: «Sono contentissimo per questo secondo posto. Ho avuto la possibilità di sedermi nuovamente al volante di una Maserati, anche se solo per questa gara, eppure sono riuscito a salire sul podio di questa durissima 24 ore. Spero di poter guidare ancora questa macchina perché mi diverte molto, la trovo eccezionale.
In gara le condizioni sono state difficili sino a quando le posizioni non si sono delineate, poi abbiamo semplicemente badato a portare a termine la corsa. Lo abbiamo fatto nel migliore dei modi, garantendo al team un risultato storico e meritato».
Dichiarazioni dopo le qualifiche a Spa
Andrea Bertolini: «Purtroppo il traffico è stato decisivo per questa sessione e mi dispiace perché il potenziale della vettura era da prima fila. Nel primo tentativo sono stato rallentato all’ultima curva da una vettura decisamente più lenta della nostra e, dalla telemetria, si può vedere come abbia perso quasi 1”6 (per la cronaca, il miglior tempo con il primo set di gomme siglato da Bertolini è stato 2’15”759, N.d.R.).
Dopo il primo tentativo ho fatto modificare un po’ l’assetto della vettura perché avevo un po’ di sottosterzo nel veloce, in particolare a Pouhon e all’Eau Rouge, ed il comportamento della macchina è molto migliorato ma purtroppo non sono riuscito a sfruttare il secondo set di gomme perché ho trovato traffico ad ogni giro, sempre ed ovunque.
Quando abbiamo montato il terzo set, siamo stati in grado di trovare la pista un po’ più libera e pertanto siamo riusciti a mettere a segno i nostri migliori crono anche se all’uscita di Blanchimont, nel mio ultimo giro, mi sono trovato davanti un’altra vettura. Rimango in ogni caso molto contento perché la macchina è molto costante nel ritmo di gara e questo è quello che conta».
Alexander Negraõ (2): «E’ stata una qualifica strana, indubbiamente. Il primo set di gomme andava bene e, con la pista ancora un po’ calda, eravamo comodamente terzi, nonostante avessi adottato una strategia conservativa sui freni. Qui infatti usiamo un set vecchio, dal momento che il numero di freni da usare durante la stagione è comunque limitato, pertanto abbiamo deciso di non forzare troppo in staccata. Il secondo set di gomme invece è stato vanificato prima dal traffico, quindi dall’esposizione della bandiera rossa.
Il terzo ed ultimo set l’ho impiegato negli ultimi nove minuti, ma in questo caso non sono riuscito a sfruttare il suo potenziale poiché ho affrontato per la prima volta questa pista in condizioni di oscurità, pertanto non sono riuscito ad interpretare al meglio alcune curve chiave per siglare un buon tempo. Questi fattori mi portano a considerare un po’ deludente la mia qualifica ma non sono preoccupato, per svariati motivi. Il primo è che l’assetto della vettura è veramente molto buono, il secondo è che abbiamo comunque conservato tre set di gomme in ottimo stato ed il terzo è che la gara dura 24 ore, pertanto non è fondamentale essere in pole».









