Dal primo test a Fiorano, nel 2003, al terzo trionfo conquistato alla 24 Ore di Spa in quattro stagioni, il Reparto Corse della Casa modenese ha saputo portare in pista i valori di eccellenza tipici del marchio. Lo ha fatto sui circuiti di tutto il mondo, ma è lungo gli oltre 7 km del tracciato che si sviluppa in mezzo ai verdissimi boschi delle Ardenne che la loro creatura, la MC12, ha saputo trovare la sua seconda casa.
La doppietta da leggenda con cui venne scritto il nome Maserati nell’albo d’oro in corrispondenza del 2005 ed il memorabile successo del 2006, al termine di un duello infuocato contro l’Aston Martin, avrebbero potuto avere un degno seguito nel 2007, quando la MC12 del Vitaphone Racing, in testa ad un’ora dalla fine con oltre un giro di vantaggio sul secondo, finì nella sabbia. In quell’edizione il Tridente evidenziò in ogni caso tutta la solidità e l’affidabilità della sua creatura, piazzandone quattro nei primi sei.
Si scrive Spa, si legge Maserati, insomma.
Quest’anno, lo scenario competitivo in cui si collocava la 24 Ore, tuttavia, lasciava aperta a molti pretendenti l’ambita vittoria. Oltre alle consuete insidie celate da questa gara, gli equipaggi Maserati dovevano fare i conti con rivali ai quali non sono mancate le concessioni da parte del regolamento, come i restrittori più larghi per la Saleen o per l’Aston Martin.
Eppure, nonostante tutto, le vetture modenesi, condotte in gara da equipaggi di prim’ordine, hanno giocato al tavolo del Casinò di Spa a carte scoperte, cercando di contrastare gli avversari con la strategia, la costanza delle prestazioni e l’affidabilità della vettura.
Oltre a questo, fondamentale è stata l’organizzazione della squadra che ha saputo farsi trovare pronta nei momenti chiave della corsa, come poco prima dello scoccare della sesta ora, la prima che assegnava punti validi per il campionato. In quel caso, grazie ad una strategia perfetta, le due MC12 del Vitaphone Racing sono riuscite a portarsi in testa alla corsa, per non lasciarla più.
Pit-stop perfetti, organizzazione impeccabile, sia ai box che nell’accogliente hospitality, tecnici preparati e piloti in grado di fare la differenza nei momenti chiave. Una ricetta fatta di ingredienti semplici, ma terribilmente complessi da far funzionare assieme, soprattutto senza una grande squadra e senza grandi uomini.
Luca Giraldi
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